Avarie guasti circuiti frigoriferi

Saper eliminare gli inconvenienti che si presentano in un impianto non è cosa facile, ne saremo certamente noi a dire che è relativamente facile, perché la prima cosa che si pretende dal tecnico frigorista è la conoscenza perfetta del ciclo e del lavoro che deve fatto da ogni singolo organo meccanico ed elettrico dell’impianto (Vedi: Circuito frigorifero – Le basi).

Un buon tecnico frigorista, deve avere nozioni di idraulica, termica, elettricità, meccanica, saper saldare e perché no, di chimica. Il tecnico frigorista è un professionista completo che abbraccia svariati settori.

Oggigiorno gli idraulici che montano sistemi di condizionamento autonomo (split system) si ritengono “frigoristi”; non è così e se non progredisce diversamente, mai sarà così. Il frigorista lo fa solo chi è frigorista E’ una professione che si evolve giorno per giorno e ogni giorno ti da modo di apprendere qualcosa.

Questo elaborato dà le prime indicazioni di carattere generale di come effettuare le analisi delle più frequenti disfunzioni dei circuiti frigoriferi e i modi di intervento suggeriti. Seguirà una seconda parte più dettagliata per gli “Inconvenienti di marcia frigoriferi”.

Andiamo ad analizzare anche le norme relative alla sicurezza che intervengono in questi casi

NORME DI SICUREZZA

  • queste apparecchiature sono destinate esclusivamente ad operatori professionalmente preparati che devono conoscere i fondamenti della refrigerazione, i sistemi frigoriferi, i gas refrigeranti e gli eventuali danni che possono provocare le apparecchiature in pressione.
  • leggere attentamente i manuali delle case costruttrici, la scrupolosa osservanza delle procedure illustrate è condizione essenziale per la sicurezza dell’operatore, l’integrità delle apparecchiature e la costanza delle prestazioni dichiarate.
  • il compressore deve funzionare esclusivamente con fluidi refrigeranti indicati dal costruttore.
  • durante le varie operazioni, evitare assolutamente di disperdere in ambiente il refrigerante; tale precauzione, oltre ad essere richiesta dalle norme internazionali a tutela dell’ambiente, è indispensabile al fine di evitare che la presenza di refrigerante in ambiente renda difficile la localizzazione delle eventuali perdite.
  • non manomettere o modificare la taratura dei sistemi di sicurezza e di controllo.
  • in nessun caso, introdurre ossigeno all’interno del compressore, può provocare esplosione.
  • verificare che le caratteristiche della rete elettrica di alimentazione siano adeguate alle caratteristiche del compressore.
  • prima di alimentare elettricamente il compressore, verificare che i rubinetti di aspirazione e di compressione siano completamente aperti e che il coperchio della morsettiera sia stato sigillato.
  • verificare sempre che il compressore sia collegato a una rete elettrica di alimentazione adeguatamente protetta e dotata di efficiente linea di messa a terra.
  • rimuovere il coperchio della scatola terminale solo dopo aver interrotto l’alimentazione elettrica del compressore.
  • non avviare il compressore quando al suo interno sussistono condizioni di alto vuoto.
  • evitare di inalare i vapori di refrigerante.
  • è consigliabile indossare adeguate protezioni quali occhiali e guanti; la bassa temperatura di ebollizione del refrigerante può provocare danni fisici all’operatore.
  • evitare il contatto tra refrigerante e fiamme libere o superfici calde; alle alte temperature, il refrigerante si decompone liberando sostanze tossiche, dannose sia per l’ambiente che per l’operatore.
  • il compressore viene fornito con una carica di tenuta di azoto alla pressione di 1 bar; rimuovere i bulloni del compressore solo dopo avere eliminato la carica di tenuta.
  • toccare il compressore solo dopo un lungo periodo di inattività; durante il funzionamento, alcune sue parti possono raggiungere temperature superiori a 100°C e richiedono tempo per raffreddarsi.
  • usare sempre il buon senso.

Altri programmi gratuiti offerti da itieffe ▼

error: Content is protected !!