Codice contratti pubblici

Codice contratti pubblici

Codice contratti pubblici – Decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50 – Testo aggiornato con il decreto legislativo 19 aprile 2017, n. 56 fino al decreto legislativo 12 gennaio 2019, n. 14

Il “Codice dei contratti pubblici” rappresenta un pilastro fondamentale nella regolamentazione delle acquisizioni di beni e servizi da parte delle pubbliche amministrazioni. Questo codice, presente in molti paesi, è uno strumento giuridico completo e dettagliato che stabilisce le regole e i principi da seguire nella gestione dei contratti pubblici.

Prima di esplorare ulteriormente questo argomento, è essenziale comprendere il ruolo centrale che il “Codice dei contratti pubblici” gioca nella promozione della trasparenza, dell’efficienza e dell’equità negli appalti pubblici.

  1. Trasparenza e responsabilità: il codice stabilisce regole chiare per garantire che i processi di appalto siano aperti al pubblico e che le decisioni siano prese in modo trasparente. Ciò contribuisce a prevenire favoritismi e pratiche scorrette.
  2. Concorrenza leale: il codice promuove la concorrenza tra i fornitori, creando un ambiente equo in cui diverse aziende possono competere per ottenere i contratti pubblici. Questo favorisce l’efficienza e può portare a migliori offerte per le pubbliche amministrazioni.
  3. Ottimizzazione delle risorse: il codice stabilisce procedure per valutare e selezionare le migliori offerte in base a criteri oggettivi come prezzo, qualità e tempi di consegna. Ciò consente alle pubbliche amministrazioni di ottenere il massimo valore dai fondi pubblici.
  4. Sostenibilità: molti codici dei contratti pubblici includono disposizioni che promuovono la sostenibilità ambientale e sociale nei progetti pubblici. Questo è particolarmente rilevante in un’epoca in cui la sostenibilità è una priorità globale.
  5. Protezione dei Diritti dei Fornitori: il codice stabilisce regole per proteggere i diritti dei fornitori, garantendo che vengano trattati in modo equo e ricevano un rimborso adeguato per i servizi forniti.
  6. Sanzioni per violazioni: il codice prevede sanzioni per le violazioni delle regole, contribuendo a dissuadere comportamenti illeciti.

All’interno del documento, esamineremo più nel dettaglio i principi e le disposizioni chiave del “Codice”, nonché il suo impatto sulla gestione dei contratti pubblici, sottolineando l’importanza del rispetto delle norme e della conformità per garantire il corretto funzionamento dei processi di appalto pubblico.

Nuovo Codice degli appalti

Aggiornato al 21/07/2023

È stato pubblicato sulla Gazzetta ufficiale del 31 marzo 2023 il d.lgs. 36/2023.

Il nuovo codice appalti è stato pubblicato sul supplemento ordinario n.12 della Gazzetta Ufficiale n. 77 del 31 marzo 2023.

Il d.lgs. 36/2023 che dal primo aprile 2023 manda in pensione il d.lgs. 50/2016 dopo quasi 7 anni di onorata carriera (in realtà l’entrata in vigore delle nuove disposizioni è soggetta a un periodo transitorio).

Uno dei punti focali del nuovo codice è la digitalizzazione dell’intero ciclo di vita dell’appalto.

Anche le stazioni appaltanti avranno l’obbligo di migrare verso piattaforme aperte interoperabili (BIM): dovranno adottare metodi e strumenti di gestione informativa digitale delle costruzioni per la progettazione e la realizzazione di opere di nuova costruzione e per gli interventi su costruzioni esistenti per importo a base di gara superiore a 1 milione di euro.

Gli adempimenti in capo alla stazione appaltante sono vari: dalla formazione del personale alla predisposizione di un opportuno atto organizzativo per la gestione BIM, dall’acquisizione di un ambiente di condivisione dei dati all’opportuna configurazione dello stesso, dalla predisposizione dei capitolati informativi alla gestione delle offerte, ecc. 

In definitiva:

  • se sei un tecnico (ingegnere, architetto, geometra o perito), utilizza solo strumenti aggiornati e rispondenti alle tue esigenze;
  • se sei una stazione appaltante, affidati ad un unico interlocutore in grado di assisterti al meglio;
  • se sei un’impresa, utilizza soluzioni in Cloud appositamente sviluppate.

Entrata in vigore

Il codice si applicherà a tutti i nuovi procedimenti a partire dal 1° aprile 2023. Dal 1° luglio 2023 è prevista l’abrogazione del d.lgs. 50/2016 e l’applicazione delle nuove norme anche a tutti i procedimenti già in corso.

Nuovo codice appalti e digitalizzazione

La digitalizzazione è il carburante per l’intero sistema e per il ciclo di vita dell’appalto. Un vero e proprio “ecosistema nazionale di approvvigionamento digitale” composto da una serie di elementi:

  • banca dati nazionale dei contratti pubblici;
  • fascicolo virtuale dell’operatore economico, appena reso operativo dall’Autorità nazionale anti corruzione (ANAC);
  • piattaforme di approvvigionamento digitale;
  • procedure automatizzate nel ciclo di vita dei contratti pubblici.

 Digitalizzazione totale anche per quanto riguarda l’accesso agli atti, in linea con le procedure di affidamento e di esecuzione dei contratti pubblici.

Nuovo codice appalti: procedure di affidamento

L’articolo 50 del nuovo codice appalti prevede un sistema di procedure per l’affidamento differente rispetto all’impianto precedente: limiti più alti per gli affidamenti diretti e un sistema semplificato.

Sono previste le seguenti procedure di affidamento:

Lavori:

  • affidamento diretto fino a 150.000 euro;
  • procedura negoziata senza bando, con consultazione di 5 operatori economici, per i lavori di importo fino a 1milione di euro;
  • procedura negoziata senza bando, con consultazione di 10 operatori economici, per i lavori di importo fino a soglia;

 Servizi e forniture:

  • affidamento diretto fino a 140.000 euro;
  •  procedura negoziata senza bando, con consultazione di 5 operatori economici, per i servizi/fornitura fino a soglia di rilevanza europea.

 Inoltre, per l’affidamento di lavori di importo pari o superiore a 1 milione di euro e fino 5,382 milioni di euro è fatta salva la possibilità di procedere con gara ad evidenza pubblica senza necessità di motivazione.

Con l’entrata in vigore del nuovo codice appalti (luglio 2023), la metodologia BIM diventerà una realtà consolidata nella normale amministrazione di un appalto pubblico. Per non trovarti impreparato ti consiglio di scoprire subito il mondo BIM codice appalti e assolvere a tutti gli obblighi che la nuova normativa impone.

Nuovo codice appalti e RUP – cosa cambia

Nel nuovo codice appalti la figura del RUP cambia nome rispetto al d.lgs. 50/2016: da responsabile unico del procedimento diventa responsabile unico del progetto. A lui vengono affidate le fasi di:

  • programmazione;
  • progettazione;
  • affidamento;
  • esecuzione.

 Novità del nuovo testo rispetto alla bozza di dicembre 2016 risiede nei requisiti del RUP che adesso vengono definiti nell’allegato I.2.

Nella bozza di dicembre tale allegato conteneva, invece, indicazioni su nomina e compiti del responsabile unico del progetto.

Altra novità interessa la nomina. Secondo il testo approvato in Coniglio dei Ministri spetta alle stazioni appaltanti e agli enti concedenti e non al responsabile dell’unità organizzativa, come riportato nella bozza di dicembre. Inoltre può essere scelto preferibilmente all’interno della stazione appaltante anche tra i dipendenti con contratto a tempo determinato (altra novità rispetto alla bozza di dicembre).

Nuovo codice appalti: si al subappalto a cascata

La novità in materia di subappalto è introdotta dall’art. 119 d.lgs. 36/2023, precisamente al comma 17. La novità è che si può ricorrere al subappalto a cascata, a differenza di quanto indicato nell’art. 105 d.lgs. 50/2016 in cui ne era specificato il divieto.

Che cos’è il subappalto a cascata? È l’affidamento di lavorazioni di competenza del subappaltatore, ad una impresa terza. Il nuovo codice appalti stabilisce che è possibile farlo a discrezione della stazione appaltante.

Progettazione secondo il nuovo codice: addio al definitivo

Il nuovo testo abolisce completamente il livello intermedio di progettazione: i livelli di progettazione diventano due:

  • progetto di fattibilità tecnico-economica;
  • progetto esecutivo.

 L’allegato I.7 del Codice definisce i contenuti dei due livelli di progettazione e stabilisce il contenuto minimo del quadro delle necessità e del documento di indirizzo della progettazione che le stazioni appaltanti e gli enti concedenti devono predisporre.

Appalto integrato

 Prevista la possibilità di ricorrere all’appalto integrato! Si parla di appalto integrato quando il contratto ha per oggetto sia la progettazione che l’esecuzione dei lavori, ossia l’affidamento della progettazione esecutiva e l’esecuzione dei lavori sulla base di un progetto di fattibilità tecnico-economica approvato. Il nuovo codice consente il ricorso all’appalto integrato.

Revisione prezzi

Nelle procedure di affidamento è obbligatorio l’inserimento delle clausole di revisione prezzi che si attivano per variazioni del costo dell’opera, della fornitura o del servizio, in aumento o in diminuzione, superiori al 5% dell’importo complessivo e operano nella misura dell’80% della variazione stessa, in relazione alle prestazioni da eseguire in maniera prevalente.

Qualificazione stazioni appaltanti

Le stazioni appaltanti delle unioni di comuni, delle provincie e delle città metropolitane, dei comuni capoluogo di provincia e delle regioni, sono iscritte nell’elenco ANAC delle stazioni appaltanti qualificate con riserva. Le succitate stazioni appaltanti devono presentare domanda di scrizione con riserva agli elenchi delle stazioni appaltanti e delle centrali di committenza qualificate a partire dal 1° luglio 2023, così da prestare ausilio in favore di altre SA non qualificate.

Le stesse, a decorrere dal 1°gennaio 2024, dovranno presentare domanda per l’iscrizione a regime nei medesimi elenchi. L’iscrizione con riserva ha una durata non superiore al 30 giugno 2024.

La qualificazione è prevista per:

  • affidamento diretto di servizi e forniture superiori alle soglie;
  • affidamento di lavori superiori a 500.000 €.

 Il sistema di qualificazione entrerà in vigore il 1° gennaio 2024.

Nuovo e vecchio codice: periodo transitorio

E’ previsto un periodo transitorio in cui coesisteranno i 2 codici che terminerà il 1° gennaio 2024.

Il nuovo codice entra in vigore il 1° aprile 2023, ma le sue disposizioni acquistano efficacia dal 1° luglio 2023; tuttavia, per avvisi o bandi pubblicati prima di tale data, si continuano ad applicare le regole del vecchio codice appalti (d.lgs. 50/2016).

(fonte BIBLUS-NET)

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