Conversioni temperature


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L’unità di temperatura più usata è il grado centigrado o grado Celsius proposto dall’astronomo svedese A. Celsius (1701 – 1744). Il grado è la centesima parte della scala termometrica, ottenuta fissando a 0° C la temperatura del ghiaccio fondente e a 100° quella dell’acqua bollente. Oltre la scala Celsius esistono altre due scale, la Réaumur usata in Francia, e la scala Fahrenheit utilizzata nei paesi anglosassoni.


Corrispondenze: Per convertire da °C a °F moltiplicare per 9, dividere il risultato per 5 ed aggiungere 32. 
CELSIUS           0 °C 100 °C
REAUMUR         0 °r 80 °r
FAHRENHEIT    32 °F 212 °F
RANKINE    491,7 °R – 671,7 °R Non più utilizzata Per convertire da °F a °C sottrarre 32, moltiplicare il risultato per 5 e dividere per 9. 
NEWTON    737,6 °N – 1041 °N Non più utilizzata
RØMER      7,5 °ro – 60 °ro Non più utilizzata
DELISLE    150 °D – 0 °D Non più utilizzata

Scala Kelvin

Lo zero assoluto è stato utilizzato per la determinazione di una scala di temperatura conosciuta come scala Kelvin. Lo zero assoluto – 273.15° rappresenta il limite inferiore, mentre un’altro punto fisso è costituito dal punto triplo dell’acqua. Tale punto è determinato dalla coesitenza dei tre stati dell’acqua, quali: ghiaccio, liquido e vapore; esso si trova a 0.01 ° C, e corrisponde a 273.16° Kelvin. La scala fu creata da lord William Thomson Kelvin (1824-1907) un matematico e fisico irlandese. La scoperta dello zero assoluto risale al 1702 ad opera di un fisico francese, tale Guillaume Amontons. Naturalmente il ragionamento che portò il fisico ad una simile intuizione fu puramente teorico, vista la scarsa tecnologia disponibile all’epoca. In natura la minima temperatura riscontrabile è -273° C, rilevabile negli spazi intergalattici, definita anche come temperatura di fondo dell’Universo. Da notare che a tale temperatura manca il “virgola 15”. Infatti se si considera il calore come movimento molecolare, ne possiamo quindi sottrarre tanto a tal punto da rallentare notevolmente questa agitazione, ma è assolutamente impossibile fermarla. Ciò sarebbe contrario al Terzo Principio della Termodinamica che appunto afferma che un sistema non può perdere completamente l’energia posseduta. 

L’intervallo di un kelvin pertanto è eguale all’intervallo di un grado Celsius. Data la difficoltà di tener conto in maniera precisa della pressione atmosferica si è preferito (1954), per definire la temperatura, far riferimento al punto triplo dell’acqua. Si ricorda che il punto triplo è realizzato con una cella costituita da una ampolla di vetro sigillata contenente acqua distillata, da cui sia asportata l’aria. In presenza delle tre fasi, solido, liquido e vapore la pressione risulta di 610 Pa e la temperatura è di 0,01 °C ossia 273,16 K (un centesimo di grado di più della temperatura di solidificazione a pressione normale). A cura della CGPM nel 1960 è stata definita la Scala Internazionale Pratica della temperatura (IPTS) che fissa le temperature, oltre che dei punto triplo dell’acqua, di altri 11 punti fissi.


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