Raffreddare con aria esterna


Raffreddare con aria esterna

Quantità di aria esterna a temperatura inferiore, necessaria per sottrarre calore da un ambiente.

Inserimento dati in: W, kW, BTU, MJ, kcal/h.

Completo di istruzioni particolareggiate.


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Istruzioni


Facendo circolare in un ambiente con carichi termici elevati propri aria a temperatura inferiore, si ottiene un abbassamento della temperatura interna proporzionale alla quantità dell’aria immessa.

Come si procede:

1 – Per il calcolo (di giorno), inserire il valore della temperatura dell’aria esterna che verrà convogliata in ambiente (prelevarla da zone in ombra).

2 – Effettuare scelta del tipo di costruzione (ottima – buona – sufficiente – scarsa – pessima).

3 – Inserire il valore della variazione della temperatura prevista in aumento ∆t (Delta t) di quella esterna. Per esempio: se la temperatura esterna è di 30°C ed il ∆t prescelto è 5°C, la temperatura che verrà raggiunta in ambiente sarà di 35°C.

4 – Immettere la cubatura dell’ambiente.

5 – Inserire il carico termico proprio dell’ambiente calcolando le fonti di calore da sottrarre (si può inserire in Watt – kW – kcal/h – BTU – kJ)

6 – Il riepilogo riporta i risultati calcolati dove si avrà la portata dell’aria da immettere in ambiente per avere una temperatura massima di 35°C.

7 – la riga successiva riporta come sarebbero gli stessi dati se si immettesse un valore di aria di ventilazione diverso.

8 – l’ultima riga riporta i vari carichi sottratti all’ambiente nelle più comuni unità di misura.

L’elaborato è utile a chi vuole abbassare la temperatura in un ambiente di giorno e nei mesi caldi, senza ricorrere a sistemi di climatizzazione ben più costosi e con maggiori costi di esercizio.

Ovviamente la notte e nei mesi freschi, con l’abbassamento delle temperature, il tutto è ancora più performante (si consiglia l’inserimento di un termostato a comando del sistema).

E’ possibile utilizzare questo sistema in abbinamento con un refrigeratore d’aria comprendente una unità trattamento aria ed utilizzando il tutto in raffreddamento libero (free cooling) ottenendo notevoli risparmi energetici nelle stagioni fresche.


Facciamo un esempio:

in ambiente abbiamo un carico termico sensibile (consideriamo 7.000 Watt) che porta la temperatura stessa intorno ai 40°C (fittizia), presupponendo che sia un ambiente (struttura ottima) contenente frigoriferi (la temperatura massima prevista al funzionamento è intorno ai 30°C), con temperatura esterna al di sotto della temperatura prevista in ambiente è possibile raffreddarlo.

Con aria esterna di 25°C ed un ricambio d’aria di 4.972 mc/h (vedere disegno sottostante), si ottiene il risultato previsto.

Da notare che se si immettessero in ambiente 12.000 mc/h (arbitrario), la temperatura in ambiente scenderebbe a 27°C.

Facile vero?

Buon lavoro


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